aliceindustland:

sushiecoca:

fine-analista:

corallorosso:

Chi è l’agente che scalcia la ragazza a terra? La sequenza delle foto è stata vista da decine di migliaia di persone sui siti di informazione, una ragazza ferita, il suo compagno che si getta a terra cercando di proteggerla e un poliziotto in borghese, giubbotto di cuoio marrone, casco e manganello che la scalcia, così pare, mentre è a terra, inerme, sui fianchi. Sette foto che stanno facendo il giro del mondo, il made in Italy sembra essere da una quindicina d’anni la malapolizia nelle sue varie versioni: repressione di piazza, mattanze stile Diaz oppure omicidi come quelli di Cucchi, Aldrovandi, Uva, Budroni, Ferrulli; tentati omicidi come nei casi Scaroni o Gugliotta. Per un magistrato non dovrebbe essere difficile identificarlo e sapere il nome, grado e numero di matricola dell’agente che ha commesso l’odioso abuso di infierire su una persona ferma, malconcia e ormai inerme. Chissà se c’è un magistrato che voglia compiere un gesto del genere e cercare un nome per aprire un fascicolo. Siamo certi che la polizia scientifica sia al lavoro, invece, per analizzare i filmati e identificare gli incappucciati. Certo, se ci fosse un codice alfanumerico sulla giubba di chi opera in ordine pubblico sarebbe più agevole identificare il funzionario che ha fermato il poliziotto che appare violento nella foto ma i sindacati di polizia ritengono che una misura del genere equivalga a marchiare i loro colleghi come fossero delle bestie. Eppure quel codice lo adopera perfino la polizia dello stato turco.  di Ercole Olmi

Finché le forze dell’ordine non avranno un numero identificativo, non possiamo definirci un paese civile. 

Mi viene il vomito.

E’ il puffo è il mestiere più infame che c’è, quando indossa la divisa un leone è, ma nella vita sai che uomo è…

Per la cronaca: un magistrato che voglia aprire un fascicolo c’è (e sta indagando con l’aggravante di abuso di potere). aliceindustland:

sushiecoca:

fine-analista:

corallorosso:

Chi è l’agente che scalcia la ragazza a terra? La sequenza delle foto è stata vista da decine di migliaia di persone sui siti di informazione, una ragazza ferita, il suo compagno che si getta a terra cercando di proteggerla e un poliziotto in borghese, giubbotto di cuoio marrone, casco e manganello che la scalcia, così pare, mentre è a terra, inerme, sui fianchi. Sette foto che stanno facendo il giro del mondo, il made in Italy sembra essere da una quindicina d’anni la malapolizia nelle sue varie versioni: repressione di piazza, mattanze stile Diaz oppure omicidi come quelli di Cucchi, Aldrovandi, Uva, Budroni, Ferrulli; tentati omicidi come nei casi Scaroni o Gugliotta. Per un magistrato non dovrebbe essere difficile identificarlo e sapere il nome, grado e numero di matricola dell’agente che ha commesso l’odioso abuso di infierire su una persona ferma, malconcia e ormai inerme. Chissà se c’è un magistrato che voglia compiere un gesto del genere e cercare un nome per aprire un fascicolo. Siamo certi che la polizia scientifica sia al lavoro, invece, per analizzare i filmati e identificare gli incappucciati. Certo, se ci fosse un codice alfanumerico sulla giubba di chi opera in ordine pubblico sarebbe più agevole identificare il funzionario che ha fermato il poliziotto che appare violento nella foto ma i sindacati di polizia ritengono che una misura del genere equivalga a marchiare i loro colleghi come fossero delle bestie. Eppure quel codice lo adopera perfino la polizia dello stato turco.  di Ercole Olmi

Finché le forze dell’ordine non avranno un numero identificativo, non possiamo definirci un paese civile. 

Mi viene il vomito.

E’ il puffo è il mestiere più infame che c’è, quando indossa la divisa un leone è, ma nella vita sai che uomo è…

Per la cronaca: un magistrato che voglia aprire un fascicolo c’è (e sta indagando con l’aggravante di abuso di potere). aliceindustland:

sushiecoca:

fine-analista:

corallorosso:

Chi è l’agente che scalcia la ragazza a terra? La sequenza delle foto è stata vista da decine di migliaia di persone sui siti di informazione, una ragazza ferita, il suo compagno che si getta a terra cercando di proteggerla e un poliziotto in borghese, giubbotto di cuoio marrone, casco e manganello che la scalcia, così pare, mentre è a terra, inerme, sui fianchi. Sette foto che stanno facendo il giro del mondo, il made in Italy sembra essere da una quindicina d’anni la malapolizia nelle sue varie versioni: repressione di piazza, mattanze stile Diaz oppure omicidi come quelli di Cucchi, Aldrovandi, Uva, Budroni, Ferrulli; tentati omicidi come nei casi Scaroni o Gugliotta. Per un magistrato non dovrebbe essere difficile identificarlo e sapere il nome, grado e numero di matricola dell’agente che ha commesso l’odioso abuso di infierire su una persona ferma, malconcia e ormai inerme. Chissà se c’è un magistrato che voglia compiere un gesto del genere e cercare un nome per aprire un fascicolo. Siamo certi che la polizia scientifica sia al lavoro, invece, per analizzare i filmati e identificare gli incappucciati. Certo, se ci fosse un codice alfanumerico sulla giubba di chi opera in ordine pubblico sarebbe più agevole identificare il funzionario che ha fermato il poliziotto che appare violento nella foto ma i sindacati di polizia ritengono che una misura del genere equivalga a marchiare i loro colleghi come fossero delle bestie. Eppure quel codice lo adopera perfino la polizia dello stato turco.  di Ercole Olmi

Finché le forze dell’ordine non avranno un numero identificativo, non possiamo definirci un paese civile. 

Mi viene il vomito.

E’ il puffo è il mestiere più infame che c’è, quando indossa la divisa un leone è, ma nella vita sai che uomo è…

Per la cronaca: un magistrato che voglia aprire un fascicolo c’è (e sta indagando con l’aggravante di abuso di potere). aliceindustland:

sushiecoca:

fine-analista:

corallorosso:

Chi è l’agente che scalcia la ragazza a terra? La sequenza delle foto è stata vista da decine di migliaia di persone sui siti di informazione, una ragazza ferita, il suo compagno che si getta a terra cercando di proteggerla e un poliziotto in borghese, giubbotto di cuoio marrone, casco e manganello che la scalcia, così pare, mentre è a terra, inerme, sui fianchi. Sette foto che stanno facendo il giro del mondo, il made in Italy sembra essere da una quindicina d’anni la malapolizia nelle sue varie versioni: repressione di piazza, mattanze stile Diaz oppure omicidi come quelli di Cucchi, Aldrovandi, Uva, Budroni, Ferrulli; tentati omicidi come nei casi Scaroni o Gugliotta. Per un magistrato non dovrebbe essere difficile identificarlo e sapere il nome, grado e numero di matricola dell’agente che ha commesso l’odioso abuso di infierire su una persona ferma, malconcia e ormai inerme. Chissà se c’è un magistrato che voglia compiere un gesto del genere e cercare un nome per aprire un fascicolo. Siamo certi che la polizia scientifica sia al lavoro, invece, per analizzare i filmati e identificare gli incappucciati. Certo, se ci fosse un codice alfanumerico sulla giubba di chi opera in ordine pubblico sarebbe più agevole identificare il funzionario che ha fermato il poliziotto che appare violento nella foto ma i sindacati di polizia ritengono che una misura del genere equivalga a marchiare i loro colleghi come fossero delle bestie. Eppure quel codice lo adopera perfino la polizia dello stato turco.  di Ercole Olmi

Finché le forze dell’ordine non avranno un numero identificativo, non possiamo definirci un paese civile. 

Mi viene il vomito.

E’ il puffo è il mestiere più infame che c’è, quando indossa la divisa un leone è, ma nella vita sai che uomo è…

Per la cronaca: un magistrato che voglia aprire un fascicolo c’è (e sta indagando con l’aggravante di abuso di potere).

aliceindustland:

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Chi è l’agente che scalcia la ragazza a terra?
La sequenza delle foto è stata vista da decine di migliaia di persone sui siti di informazione, una ragazza ferita, il suo compagno che si getta a terra cercando di proteggerla e un poliziotto in borghese, giubbotto di cuoio marrone, casco e manganello che la scalcia, così pare, mentre è a terra, inerme, sui fianchi. Sette foto che stanno facendo il giro del mondo, il made in Italy sembra essere da una quindicina d’anni la malapolizia nelle sue varie versioni: repressione di piazza, mattanze stile Diaz oppure omicidi come quelli di Cucchi, Aldrovandi, Uva, Budroni, Ferrulli; tentati omicidi come nei casi Scaroni o Gugliotta.
Per un magistrato non dovrebbe essere difficile identificarlo e sapere il nome, grado e numero di matricola dell’agente che ha commesso l’odioso abuso di infierire su una persona ferma, malconcia e ormai inerme. Chissà se c’è un magistrato che voglia compiere un gesto del genere e cercare un nome per aprire un fascicolo. Siamo certi che la polizia scientifica sia al lavoro, invece, per analizzare i filmati e identificare gli incappucciati. Certo, se ci fosse un codice alfanumerico sulla giubba di chi opera in ordine pubblico sarebbe più agevole identificare il funzionario che ha fermato il poliziotto che appare violento nella foto ma i sindacati di polizia ritengono che una misura del genere equivalga a marchiare i loro colleghi come fossero delle bestie. Eppure quel codice lo adopera perfino la polizia dello stato turco.
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Finché le forze dell’ordine non avranno un numero identificativo, non possiamo definirci un paese civile. 

Mi viene il vomito.

E’ il puffo è il mestiere più infame che c’è, quando indossa la divisa un leone è, ma nella vita sai che uomo è…

Per la cronaca: un magistrato che voglia aprire un fascicolo c’è (e sta indagando con l’aggravante di abuso di potere).

(via onepercentaboutanything)

emergentfutures:

Computers are providing solutions to math problems that we can’t check

Good news! A computer has solved the longstanding Erdős discrepancy problem! Trouble is, we have no idea what it’s talking about — because the solution, which is as long as all of Wikipedia’s pages combined, is far too voluminous for us puny humans to confirm.

A few years ago, the mathematician Steven Strogatz predicted that it wouldn’t be too much longer before computer-assisted solutions to math problems will be beyond human comprehension. Well, we’re pretty much there. In this case, it’s an answer produced by a computer that was hammering away at the Erdős discrepancy problem.

Full Story: Io9

(via misantropo)

visualizingmath:

proofmathisbeautiful:

zerostatereflex:

Water Experiment No. 33 Automata
What a beautiful work of craftsmanship.
By: Dean O’Callaghan

Can’t look away…

Wow.  visualizingmath:

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Water Experiment No. 33 Automata
What a beautiful work of craftsmanship.
By: Dean O’Callaghan

Can’t look away…

Wow. 

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Water Experiment No. 33 Automata

What a beautiful work of craftsmanship.

By: Dean O’Callaghan

Can’t look away…

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